«La guerra contro il passato. Cancel culture e memoria storica» è un testo di Frank Furedi ( 1947-vivente), professore emerito di sociologia della Università del Kent, in cui si analizza la guerra contro il passato che è diventata comune in molte università anglosassoni, fino ad episodi di follia collettiva come la distruzione delle statue di personaggi storici e la distruzione di libri.
Questo fenomeno, patologico ma non minoritario, che ha investito alcune società ed in particolare quelle anglosassoni, è però frutto di comportamenti passati che ritroviamo anche in Italia in altri contesti e, per fortuna, in altre modalità.
La cultura della cancellazione è stata tipica anche del processo risorgimentale. Se leggiamo la storia locale ci accorgiamo della grandezza del passato delle nostre comunità e anche della importanza degli stati preunitari. Osservando l’architettura delle città italiane si scopre la cura per per i luoghi e la bellezza che caratterizzavano la situazione pre-unitaria. Le città italiane sono belle e ricercate per quanto fatto prima dell’unità italiana.
La violenta occupazione piemontese, pur facilitata da gruppi di agitatori diffusi in tutta Italia, ha evidenziato anche la violenza e la stupidità delle élites massoniche che l’hanno realizzata anche su istigazione degli inglesi ed in aperta rottura con la tradizione cattolica del nostro paese.
Questa operazione ha richiesto, come sempre una falsificazione della storia, e ha prodotto in molti contesti la distruzione di luoghi, la dispersione di patrimonio artistico e la distruzione di realtà sociali vivaci e attente al bene comune.
Ognuno, andando ad approfondire, può trovare esempi di queste realtà che ha investito tutta Italia, nei fatti storici vicini alla sua esperienza. In Umbria ad esempio la cacciata dei monaci camaldolesi dalla loro sede principale di Umbertide (Montecorona) provocò la dispersione di patrimonio artistico, della biblioteca e la chiusura di una farmacia che dal XVII secolo aiutava gli abitanti della zona, anche con l’assegnazione di farmaci gratuiti.
Un altro elemento che va considerato è la cancellazione della storia degli stati pre-unitari che ebbero notevoli meriti e, pur con le limitazioni derivanti dalla loro dimensione e dagli egoismi dinastici, erano attenti al bene comune delle popolazioni amministrate.
La emigrazione di massa italiana nelle Americhe iniziò infatti dopo l’Unità in conseguenza delle devastazioni economiche provocate, specialmente nel Sud, dalle politiche di rapina del governo piemontese. Nacque allora la “questione meridionale”.
La costruzione di una identità di un popolo ha bisogno della valorizzazione della storia. Per questo gli agenti della dissoluzione operano contro le tradizioni, in particolare quelle cattoliche. Sono agenti, talvolta ignoranti e inconsapevoli, di gravi disastri sociali.


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