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Lacoonte, una figura mitica che fa riflettere

16 Gen, 2026
di Vincenzo Silvestrelli

Lacoonte è la figura del sacerdote troiano che aveva capito la natura del cavallo regalato dai greci e che cercava di avvisare i suoi concittadini del pericolo che vi era insito. («Timeo Danaos et dona ferentes» (Temo i Greci, anche quando portano doni). Virgilio parla del suo mito nell’Eneide. I suoi avvertimenti suonavano sgraditi, perché la maggioranza dei troiani, dopo anni di guerra, si era convinta che quel cavallo rappresentasse la fine delle pene e l’inizio di una nuova stagione per la città. Perché non fu creduto? La verità o il dubbio razionale indicati da Lacoonte, erano meno facili da accettare che il sogno, dopo tanti anni di guerra, che il «dono» segnasse la fine del conflitto. La storia continua con la vicenda dei mostruosi serpenti usciti dal mare che prima uccidono i figli, poi lo stesso Lacoonte e che furono interpretati dai troiani come conferma della loro visione dei fatti e come punizione per l’empietà di chi non l’accettava.

La metafora di Lacoonte ha la sua attualità contemporanea. Anche oggi i media del main stream costruiscono storie rassicuranti, nascondendo, nel caso dell’Ucraina, sconfitte evidenti e rischi futuri. Ci sono, nella informazione corretta che è possibile trovare in rete, molti Lacoonte che cercano di avvisare i cittadini sulla necessità di reagire ad un contesto che porta l’Italia e l’Europa al disastro. Ma la maggioranza, come i troiani, crede alle false narrazioni di giornali e tv.

La falsa informazione è da sempre lo strumento per convincere i popoli della necessità della guerra. Oggi essa cerca di imporre la russofobia, cioè l’indicazione della Russia come nemico dell’Europa, mentre il principale nemico sono i guerrafondai irresponsabili. Anche per l’Iran vengono costruite false narrazioni che potrebbero portare ad un conflitto generalizzato.

Difficile proporre soluzioni. Di certo il mito di Lacoonte esprime una verità metaforica: c’è chi inganna e usa media, denaro e potere per farlo, ma c’è anche chi, per superficialità, pavidità o pigrizia, vuole essere ingannato con facilità.

Che Dio ci aiuti!

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Vincenzo Silvestrelli

Vincenzo Silvestrelli

Presidente di Eticamente. Ha lavorato presso ELIS e presso Banca dell'Umbria