Il ripudio del liberalismo da parte della Chiesa fu evidenziato dal Papa Pio IX nella Enciclica «Quanta cura» dell’8 dicembre 1864 con le proposizioni raccolte nel Sillabo. La enciclica fu vista come un attacco alla modernità e contestata allora anche dai cattolici «liberali».
Indubbiamente vi furono delle lentezze nella comprensione delle sfide che il nichilismo materialista poneva allora alla Chiesa. Oggi possiamo però dire che le posizioni di Pio IX erano un monito giusto che voleva tutelare l’umanità dai mali che si sarebbero affermati con il liberalismo.
La vita del XIX secolo era ancora fortemente permeata dei principi cristiani, in particolare per quanto riguardava i principi della vita sociale e l’ etica basata sulla legge eterna.
Vedendo oggi la degenerazione della società europea e USA possiamo dire che quelle affermazioni sono state profetiche.
Una delle affermazioni condannate dal Sillabo è la seguente: «Le leggi dei costumi non abbisognano della sanzione divina, né è necessario che le leggi umane siano conformi al diritto di natura, o ricevano da Dio la forza di obbligare».1
Con questa affermazione la Chiesa indicava, ad esempio, il pericolo che il principio di maggioranza con cui le leggi vengono approvate nelle società «democratiche» portasse alla scrittura di norme immorali e lesive della società e dell’uomo. Pensiamo alle leggi su aborto, eutanasia, questione lgbt per capire quanto lontani si sia andati su questa strada, non applicando il principio del Sillabo.
Le leggi, come nel diritto romano, devono essere espressione del diritto naturale, cioè della Legge Eterna, se non vogliono diventare arbitrio. Il diritto naturale è, in primo luogo, riconoscimento della realtà e della verità, mentre l’arbitrio delle leggi, anche approvate a maggioranza, è totalitarismo violento, finalizzato alla prevalenza di interessi di parte. Il liberalismo quindi porta al totalitarismo e alla «legge» del più forte: è la applicazione del detto del filosofo inglese Hobbes (1588-1679),: «Auctoritas non veritas facit legem» (l’autorità, non la verità crea al norma).
Per questo il Sillabo, con i suoi limiti profetici alla imposizione del più forte, ci serve oggi più di ieri perché ormai abbiamo visto dove possono giungere le procedure «democratiche» manipolate, come è avvenuto, ad esempio, nella pandemia.
Le élites occidentaliste, come abbiamo visto con il caso Epstein, sono un oscuro potere da cui difendersi.
1LVI.


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