Una buona notizia che rende inutili le polemiche ideologiche che non tengono conto della realtà.
Il 1 Luglio 2026 la culla per la vita di Perugia è stata riattivata grazie ad un accordo fra il Comitato Daniele Chianelli e l’azienda ospedaliera che ha posto l’ultima pietra sul lavoro sviluppato in questi anni. All‘inaugurazione era presente la Presidente della Regione Stefania Proietti.
La riattivazione è una buona notizia per la città. E’ singolare che siano sorte polemiche su questo servizio affermando che strumenti come il parto in anonimato e altri possano sostituirlo. Il persistere di eventi di abbandono, anche in Umbria, dimostra che non è così.
La culla per la vita è un’estrema possibilità di accoglienza e di vita che deve servire ad evitare un estremo gesto di rifiuto.
Adesso il compito delle Istituzioni e delle associazioni promotrici è quello di sostenere campagne di comunicazione per rendere nota la presenza di questa realtà, anche attraverso un’idonea segnaletica. La culla per la vita di Perugia si trova nello stabile del Comitato “Daniele Chianelli”, affacciandosi sul corridoio fra questo e la palazzina del CREO – Centro di Ricerca Emato-Oncologico dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia.
Già nel 2010, il Movimento per la Vita di Perugia iniziò a prospettare la necessità dell’istituzione di una Culla per la Vita. In quegli anni, infatti, erano frequenti gli abbandoni dei neonati presso, se non addirittura dentro, i cassonetti dei rifiuti e non di rado ne conseguiva la morte. È tuttavia nel 2013, con l’approvazione in Consiglio Comunale di Perugia, su spinta trasversale degli allora Consiglieri Mauro Cozzari (UDC), Patrizia Cavalaglio (Pd) e Teresa Bellezza (Lista Civica Perugia di tutti), che il progetto iniziò a prendere forma e concretezza.
Si arrivò così al maggio 2014, quando fu lo stesso Sindaco di allora, Wladimiro Boccali (PD), ad inaugurare la Culla. Oggi invece il Comune di Perugia si è detto non interessato a questo servizio con delibere di maggioranza assunte lo scorso anno.
Nel 2024 la collaborazione con l’Ospedale si interruppe per volontà dell’allora Direttore De Filippis, e la struttura subì ripetuti tentativi di effrazione. Contestualmente fu dismesso il pc con il software di collegamento fra Pronto Soccorso e Culla e addirittura andarono perse le chiavi per la riapertura della porta a seguito di blocco del motore per effrazione. Il presidente del Movimento per la Vita Sergio De Vincenzi ha recuparato le chiavi e le credenziali di accesso. Il Movimento per la Vita di Perugia, contribuì sin dalle origini, finanziando l’attività di manutenzione e di revisione periodica dell’impianto, ma tutto avvenne grazie a tante donazioni, che unirono numerose e importanti associazioni cittadine: AIDDA, AMMI-Donne per la Salute con la presidente Doretta Tieri Marinelli, Arci Perugia con Massimo Camerieri, Croce Rossa Italiana con Paola Fioroni, Forum Associazioni familiari – Associazione Famiglie Numerose con Vincenzo Aquino, SIP, Società Italiana di Pediatria e SIN, Società Italiana di Neonatologia, Soroptimist.
L’ ampio gruppo di Associazioni che la vollero anche oggi, ha espresso sostegno e ricordato il ruolo avuto a suo tempo.
In particolare la sollecitudine del Comitato Daniele Chianelli è segno di una attenzione alla vita che è evidenziata dalla sua meritoria attività per i malati. La collaborazione con il Movimento per la Vita e con la altre associazioni partecipanti al progetto è stata feconda in un ambito diverso rispetto alla sua attività ordinaria ma non meno importante, sia per la messa adisposizione del locale, sia per il sostegno economico per il pagamento delle bollette che si è avuto negli anni.
La comunità umbra, più che cadere in inutili polemiche, deve chiedersi piuttosto cosa fare per aiutare la vita, visto che, come segnala anche la Agenzia Umbria Ricerche nella sua relazione sulla situazione economica e sociale dell’Umbria del 2026, la questione demografica è sempre più centrale nella nostra regione. Abbiamo pochi nati e una forte emigrazione di giovani laureati. Oltre ai gesti come la riattivazione della culla, occorrono politiche sociali che promuovano la maternità e la famiglia.


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