Presentazione a Scheggia del progetto finanziato dalla Regione Umbria
1 settembre 2026, ore 17 – Teatro Comunale
Il bosco non è un elemento di marginalità, ma un fattore di attrattività per nuovi residenti e una risorsa economica strategica per l’Appennino. È questo il messaggio centrale emerso il 1° settembre 2026, al Teatro Comunale di Scheggia, durante la presentazione pubblica del progetto promosso dalla Regione Umbria insieme ai Comuni di Scheggia e Pascelupo e di Costacciaro, al Consorzio La Faggeta, alle Associazioni Tramontana ed Eticamente, e a Confcooperative.
Un’iniziativa ambiziosa nata per riattivare la filiera del legno in chiave economica e sostenibile, restituendo alle comunità locali autonomia energetica, tutela idrogeologica, prevenzione degli incendi e posti di lavoro stabili per i giovani.
I saluti istituzionali: la visione politica e strategica
Ad aprire i lavori è stato Fabio Vergari, Sindaco di Scheggia e Pascelupo, che ha sottolineato il valore del progetto per la riattivazione della filiera forestale come motore di sviluppo locale.
Andrea Capponi, Sindaco di Costacciaro, ha evidenziato come le aree interne dell’Appennino possano e debbano trasformarsi in autentici laboratori di innovazione sociale ed economica, capaci di invertire la rotta dello spopolamento.
A definire il quadro delle politiche di settore è stata Francesca Crea, Responsabile della Sezione Sviluppo delle foreste della Regione Umbria, che ha illustrato gli strumenti regionali messi in campo per la valorizzazione socio-economica del territorio rurale e montano. L’incontro è stato coordinato e moderato da Vincenzo Silvestrelli, Presidente dell’Associazione Eticamente, che ha guidato il confronto tra i relatori e il pubblico.
Gli interventi chiave dei relatori
Lorenzo Mariani (Segretario regionale Confcooperative): La Cooperativa di Comunità Lorenzo Mariani ha illustrato la nascita della Cooperativa di Comunità come pilastro operativo del progetto. Definita come un’iniziativa collettiva fondata su responsabilità e visione condivisa, la cooperativa opera come “impresa di territorio” per rigenerare le zone vulnerabili, contrastare lo spopolamento e reinvestire gli utili nei servizi locali. Il modello si poggia su tre cardini: assenza dello scopo di lucro, valorizzazione integrata delle risorse locali e mutualità tra cittadini e istituzioni. La struttura è aperta a diverse tipologie di soci, a capitale variabile (quota minima di 25 euro) e a responsabilità limitata alla sola quota versata, garantita da Cooperfidi Italia senza fideiussioni personali. La governance rispetta il principio “un testa, un voto” con rendicontazione trasparente dell’impatto sociale a tutta la cittadinanza.
Mauro Frattegiani (Dottore Forestale): Il bosco e la prevenzione del territorio Mauro Frattegiani ha incentrato il suo intervento sul valore della gestione forestale attiva come fondamentale presidio ambientale. La cura costante del sottobosco e il governo delle risorse boschive non rappresentano solo un’attività economica, ma costituiscono lo strumento principale per la prevenzione del dissesto idrogeologico, la tutela dei regimi idrici di fiumi e torrenti e la riduzione del rischio di incendi boschivi nell’area appenninica.
Antonio Brunori (Segretario Generale PEFC Italia): I casi virtuosi di filiera foresta-legno-energia Antonio Brunori ha portato all’attenzione della platea le migliori pratiche nazionali ed europee di valorizzazione della risorsa legno. Attraverso l’analisi di esperienze di successo, Brunori ha dimostrato come la certificazione di gestione forestale sostenibile e la creazione di filiere corte legno-energia possano generare un valore economico concreto e riproducibile, garantendo al contempo l’approvvigionamento energetico locale a costi contenuti.
Euro Puletti (Assessore alla Cultura dell’Università degli Uomini Originari di Costacciaro): Cenni di economia agricola e forestale storica Euro Puletti ha offerto un approfondito inquadramento storico e identitario, ripercorrendo le radici dell’economia agricola e forestale legate all’Eremo di San Girolamo di Monte Cucco (o di Pascelupo) dei padri eremiti camaldolesi di Montecorona. Puletti ha evidenziato come l’uso sostenibile e comunitario dei boschi affondi le sue radici in tradizioni secolari di gestione collettiva del territorio, dimostrando la continuità storica tra il passato e l’attuale progetto di rilancio.
I prossimi appuntamenti sul territorio
La cittadinanza potrà approfondire i dettagli del progetto ed esplorare le opportunità della nuova cooperativa presso gli stand illustrativi allestiti nelle prossime feste di paese: il 6 settembre a Costacciaro e l’8 settembre a Scheggia.
