«Se vogliamo vivere – e tutti vogliono vivere – allora, come dissi una volta in un discorso pubblico, viviamo in armonia e cerchiamo insieme il modo di farlo. Costruire la fiducia, naturalmente, è un processo complesso e fragile; è molto difficile da instaurare e molto facile da distruggere. » V. Putin a Valdai
Il club Valdai è un forum internazionale russo costituito nel 2004 per approfondire temi di politica internazionale. Comprende esperti russi ed di molti altri paesi, fra cui diversi italiani, e ha lo scopo di approfondire temi di interesse generale nell’ambito internazionale.
Il presidente Vladimir Putin è spesso intervenuto alle sue sessioni. Anche quest’anno, nel convegno con il tema «Responsibility for the Future: Limits of the Possible, or Limitless Possibilities? – Responsabilità per il futuro: limiti del possibile o possibilità illimitate?», il presidente è intervenuto con un intervento illuminante e caratterizzato da una visione di insieme che non è più possibile trovare nei leader occidentalisti.
I punti trattati hanno riguardato l’ordine internazionale che, secondo Putin, è venuto meno perché, basato su organismi nati dopo la Seconda Guerra mondiale, non più in grado di gestire la complessità attuale e la mutata situazione. Ha affermato: « Prima o poi dovremo concordare sui principi per la formazione di un nuovo ordine mondiale in grado di garantire il progresso e lo sviluppo dell’umanità nei prossimi decenni. »
In questa fase la ricostruzione di un ordine è complessa e sottende i rischi della instabilità provocata da chi, avendo approfittato nella fase precedente di un dominio incontrastato, non accetta l’affermarsi di una realtà multipolare e quindi è disposto ad assumere rischi pericolosissimi per l’umanità pur di non adeguarsi alla nuova realtà.1 Putin ha ricordato, fra gli altri aspetti, il ruolo di Egon Bahr, politico tedesco artefice della Ostpolitik, che aveva lucidamente anticipato negli anni ‘90 dello scorso secolo le conseguenze drammatiche causate dal prevalere, in Occidente, di tendenze aggressive che non volevano una composizione armonica degli interessi fra i paesi europei.
E’ evidente che una visione della politica basata su principi giuridici ed etici condivisi è nell’interesse di tutti ed è propria anche della tradizione cattolica. Ha affermato Putin: «I confini morali ed etici e il comune senso di decenza rimangono importanti, perché il loro rispetto crea la possibilità di almeno un minimo di dialogo. Al contrario, la sistematica inosservanza degli obblighi, l’inganno, la trasformazione della comunicazione in farsa, qualsiasi conversazione significativa in propaganda, la derisione ostentata dei fatti e la loro distorsione per ottenere vantaggi a breve termine distruggono le fondamenta stesse della convivenza internazionale.»
Il presidente ha continuato segnalando la necessità di accordi globali perché l’umanità sta affrontando problemi complessi e sfide globali che non sono venute meno per la presenza di un clima di confronto, anche armato, fra gli attori globali e che richiederebbero soluzioni condivise e costruttive. Putin, con grande lungimiranza ha espresso anche la convinzione che alcuni cambiamenti richiedono di essere governati responsabilmente. La propensione al rischio irrazionale di alcuni soggetti internazionali come USA, Israele e UE è estremamente pericolosa.
Il discorso di Valdai, che vale la pene leggere nella sua interezza, in definitiva è un richiamo per tutti alla responsabilità, in linea con quanto spesso espresso anche da Leone XIV, che va preso sul serio perché può diventare la base di discussione per una efficace azione diplomatica.
Abbiamo dubbi sulla capacità delle élites «Epstein» occidentali di muoversi in questa direzione ma confidiamo in Dio, padrone della storia. Putin non è nominato nei files Epstein e quindi è il più legittimato a fare proposte per il bene comune della umanità.
1«Le tendenze allarmanti a cui stiamo assistendo sulla scena internazionale ci obbligano a considerare non solo come organizzare le interazioni globali in modo più saggio, efficace ed equo nel prossimo periodo – sebbene tutto ciò sia, ovviamente, estremamente importante – ma anche come preservare la pace e la sicurezza globali ora, in una situazione in cui molte norme giuridiche precedenti sono state abbandonate e non ne sono ancora emerse di nuove.»

