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San Francesco, un santo scomodo: la lectio magistralis di Alessandro Barbero

24 Set, 2026
di Roberta Antonini

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Un’analisi storica e valoriale promossa da Power Energia nel cuore della spiritualità francescana

Gli eventi culturali di rilievo meritano di essere sostenuti e valorizzati. In occasione del ventennale dalla sua fondazione (2006–2026), Power Energia di Confcooperative ha promosso una straordinaria iniziativa celebrativa: una lectio magistralis del professor Alessandro Barbero sul tema «San Francesco, un santo scomodo», tenutasi il 23 settembre 2026 nella suggestiva ed eccezionalmente gremita Basilica Superiore di Assisi.
L’evento ha segnato un importante successo organizzativo e d’immagine per Confcooperative Umbria, rappresentata dal Direttore  Lorenzo Mariani e dal Presidente Carlo Di Somma.

Autorità e Presenze Istituzionali

La rilevanza dell’incontro è stata sottolineata dalla presenza di numerose figure di spicco del panorama civile e regionale:

  • Regione Umbria:  Stefania Proietti (Presidente della Giunta Regionale) e  Sarah Bistocchi (Presidente dell’Assemblea Regionale).
  • Amministrazione Locale: Tommaso Bori (Assessore al Bilancio) e Fabio Barcaioli (Assessore al Welfare).

Valori cooperativi e dimensione comunitaria

Nel suo discorso d’apertura, Alberto Cazzulani, Presidente di Power Energia, ha richiamato la profonda sintonia ideale tra la cooperazione e la visione francescana. «La cooperativa non ha clienti, ma relazioni», ha evidenziato Cazzulani, ricordando come essa viva radicata in una comunità viva dove — proprio come insegnava San Francesco — non ci si salva da soli.

Un «rivoluzionario atipico» nel cuore della Chiesa

Il professor Barbero ha aperto la sua relazione interrogandosi sul significato profondo della “scomodità” di Francesco e individuando le ragioni del suo impatto dirompente.

Pilastro dell’Analisi

Caratteristiche della Visione Francescana
Identità Sociale Francesco scelse di essere “Minore tra i minori”, mantenendo tuttavia un’energia di comando salda per guidare un movimento spirituale rivoluzionario.
Rapporto con la Gerarchia Una rivoluzione avvenuta dentro la Chiesa. A differenza dei valdesi, Francesco non accusò le istituzioni, ma scelse l’esempio di vita come strumento di cambiamento.
Impatto Economico La povertà radicale, inizialmente destabilizzante, riuscì a riavvicinare i laici al Vangelo in un’epoca di forte espansione mercantile.

La “scomodità” per l’Ordine e la riscrittura della storia

Uno dei passaggi storiografici più affascinanti messi in luce da Barbero ha riguardato la problematicità della figura di Francesco per il suo stesso Ordine. Man mano che il movimento cresceva, emerse l’esigenza di darsi strutture solide, formare frati colti capaci di insegnare nelle università e assumere responsabilità ecclesiastiche. La figura originaria del Fondatore risultava quasi troppo radicale e complessa da gestire.
Questa tensione portò, circa quarant’anni dopo la morte di Francesco (nel 1260), a una drastica operazione di riscrittura biografica: l’Ordine decise di distruggere le biografie preesistenti per adottare un’unica narrazione ufficiale e riorganizzata, la Legenda Maior di San Bonaventura da Bagnoregio.

Un’icona viva, autentica e inclassificabile

Francesco si rivela “scomodo” persino per la nostra sensibilità contemporanea. Barbero ha ricordato come il Santo non fosse un “dialogante” nel senso moderno del termine: il celebre incontro con il Sultano durante la Crociata mirava essenzialmente alla conversione, pur svolgendosi in un clima di rispetto profondo e sereno ascolto reciproco.
In conclusione, la lectio di Alessandro Barbero non ha restituito l’immagine edulcorata di un santo da cartolina, ma la figura viva di un uomo autentico, combattuto e tormentato, ma indissolubilmente unito a Dio. Emerge così la grande lezione di una Chiesa capace di rinnovarsi e di interpretare i mutamenti della storia, custodendo un messaggio evangelico che, oggi come allora, continua a interpellare le coscienze con inalterata freschezza.

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