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La filiera del legno: il bosco come risorsa sostenibile Mauro Frattegiani

L’incontro “La filiera del legno: il bosco come risorsa sostenibile”, svoltosi il 1° settembre 2026 alle ore 17:00 presso il Teatro Comunale di Scheggia (PG), ha fatto il punto sul ruolo centrale del patrimonio forestale per lo sviluppo ambientale ed economico dell’Appennino. Di seguito il resoconto dettagliato dell’intervento.

L’intervento di Mauro Frattegiani: Il bosco e la prevenzione nel territorio


L’intervento del dottore forestale Mauro Frattegiani ha approfondito il valore strutturale e funzionale della prevenzione selvicolturale, analizzando come la gestione attiva del bosco rappresenti uno strumento indispensabile per mitigare i rischi idrogeologici e garantire la resilienza degli ecosistemi di fronte ai cambiamenti climatici.

Il concetto di prevenzione applicato alle foreste si articola su più livelli interconnessi: la prevenzione dagli effetti dei dissesti sul territorio, la protezione del bosco dalle minacce meteo-climatiche, il mantenimento dell’efficienza bio-ecologica a lungo termine e la prevenzione dei mutamenti sociali ed economici. Per quanto riguarda il contrasto a eventi come alluvioni, frane, rotolamento massi, valanghe e scivolamenti detritici, l’efficienza delle foreste viene potenziata riducendo le superfici di intervento, modellandone la forma, eseguendo un taglio alto delle ceppaie e mantenendo un’adeguata copertura del suolo. In contesti ad alto rischio è fondamentale l’integrazione tra interventi idraulico-forestali e l’adozione di sistemi di esbosco a basso impatto, come teleferiche e risine.

Un passaggio centrale della trattazione ha riguardato gli impatti fisiologici dell’aumento delle temperature e dello stress idrico. Sopra i 30 gradi gli alberi riducono l’efficienza fotosintetica e aumentano la perdita d’acqua, mentre oltre i 40 gradi la respirazione cellulare supera la fotosintesi. In tali condizioni le foreste perdono la capacità di comportarsi come serbatoi di carbonio per diventare sorgenti emissive, con le latifoglie che mostrano la massima sensibilità termica. Per contrastare gli incendi, le patologie e gli schianti occorre agire sulla stabilità dei gruppi arborei, la diversificazione specifica e strutturale, la riduzione localizzata della copertura e il rilascio di necromassa per preservare la fertilità del suolo.

Attraverso esempi concreti di interventi selvicolturali, Frattegiani ha mostrato la necessità di indirizzare la gestione verso fustaie irregolari e strutturalmente complesse. Ciò avviene valorizzando le specie sporadiche come l’agrifoglio, tutelando gli alberi ad alto valore ecologico muniti di cavità o microhabitat, salvaguardando i bio-gruppi con apparati radicali uniti e selezionando le piante a elevato valore economico potenziale.

Nelle considerazioni finali si è evidenziato come il bosco non abbia strettamente bisogno dell’uomo, ma sia l’uomo ad aver bisogno del bosco per l’erogazione di servizi ecosistemici fondamentali. Le attività di prevenzione non sono in contrapposizione con quelle produttive e la stessa gestione a ceduo può svolgere un ruolo ampiamente positivo se pianificata correttamente all’interno del mosaico territoriale.
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