Sabato 17 Ottobre 2026 – Hotel Sacro Cuore, Perugia.
Come evidenziato nell’articolo di presentazione dell’iniziativa disponibile su Eticamente Competere, l’incontro del 17 ottobre 2026 dal titolo “Carità e volontariato: insieme per riscoprire il valore del dono” nasce dalla volontà di interrogarsi sul senso profondo del fare volontariato oggi. Spesso assistiamo alla nascita di associazioni che, pur animate da buone intenzioni, faticano a reggere il passare del tempo, oppure rischiano di smarrire la propria identità schiacciate da logiche burocratiche o economiche. Il vero volontariato è quello in cui si guarda solo al bene del prossimo, affondando le sue radici nella carità e nella gratuità più autentica. L’incontro si è proposto proprio di vivere questo momento di riflessione in modo corale e condiviso, offrendo spunti preziosi per chiunque desideri custodire e rinnovare nel proprio cuore l’impegno nel tessuto sociale.
Attraverso le virtù teologali (fede, speranza e carità) e la lettura di grandi immagini iconografiche storiche (da Giotto a Raffaello, passando per figure importanti come San Paolo e il Beato Giustiniani), è emerso come il volontariato autentico si muova sempre nel segno della gratuità e della cura della vita. Il relatore ha evidenziato anche il rapporto con il welfare e la distinzione tra una visione statale del volontariato (spesso legata a logiche di potere e inquadramento burocratico) e il modello evangelico del Buon Samaritano, dove la gratuità e la libertà rimangono centrali.
Richiamando la massima “Auctoritas, non veritas, facit legem”, l’intervento ha messo in guardia contro i sistemi statali e ideologici che pretendono di ingabbiare la spinta spontanea del volontariato, contrapponendovi la libertà radicale dell’avvenimento e del dono. I pilastri del vero dono sono:
L’Io: Inteso non come egoismo narcisistico, ma come autocoscienza profonda che si scopre amata e trova così la forza di aprirsi agli altri.
La gratuità radicale: Donarsi senza secondi fini, accogliendo il costo e la fatica del bene (la “carne” della vita e della croce).
Il “Noi” comunitario: Il valore di un’amicizia che nasce sul terreno dell’essere e della condivisione autentica, rifiutando ogni deriva nichilista.
Attraverso esempi concreti — citando i giovani di Comunione e Liberazione che pagano interamente di tasca propria (vitto, alloggio e spese) pur di partecipare ai campi di volontariato — e il richiamo ai grandi maestri del pensiero come Tommaso d’Aquino, Emmanuel Mounier e Charles Péguy, è stato ribadito che la verità non è mai un’astrazione teorica, ma si fa “carne” nella storia e nella condivisione reale della fatica e del dolore del mondo.
Inoltre, è stato evidenziato che Dio si è fatto carne: l’avvenimento cristiano non è una teoria astratta, una filosofia o una semplice “religione” intesa come insieme di regole o partito, ma è Dio stesso che ha voluto farsi carne reale in Gesù Cristo, entrando fisicamente nella storia umana. Attraverso il valore della piaga e della croce, è stato ricordato con forza che Cristo ha subito una sofferenza fisica reale (il sangue, la flagellazione, i chiodi sulla croce), mostrando un Dio che non guarda al dolore del mondo da lontano, ma lo condivide e lo prende su di sé nella propria carne. Solo tramite questa chiave possiamo comprendere l’amore per Cristo come motore del dono: amare gli altri e fare carità non nasce da una motivazione burocratica o da un “dover essere”, ma dalla consapevolezza dell’amore di Dio e dall’esperienza concreta dell’incontro con Lui (“amar Gesù di Nazaret”).
In un’epoca segnata da derive nichilistiche e disumane, l’intervento ha infine lanciato un forte e appassionato richiamo a prenderci cura della vita in ogni sua fase — a partire dai più deboli, dai nascituri agli anziani — per edificare una società che sia veramente a misura d’uomo.
A suggellare la giornata è stata la testimonianza corale delle realtà associative presenti all’incontro (come riassunto nei lavori della giornata). Ognuna di esse lavora quotidianamente nell’umiltà e nel silenzio, portando avanti un volontariato fondamentale per il tessuto umano e sociale del nostro territorio:
Perugia: La sezione che ha attivamente promosso e organizzato l’evento, affiancata dal Centro di Aiuto alla Vita (CAV), punto di riferimento per l’ascolto, l’accoglienza e il sostegno concreto alle donne e alle famiglie in difficoltà per custodire e proteggere la vita nascente.
Le sezioni territoriali presenti erano: Città di Castello e Castiglion del Lago
FILEREMO (Centro di Bioetica): Struttura associativa indipendente che, ispirandosi ai principi della bioetica personalista (Science & Ethics for Human Dignity), si propone come spazio di ricerca, consulenza ed educazione per la tutela della persona e della vita.
Eticamente (Impresa e Lavoro): Realtà nata per promuovere la responsabilità sociale e la gratuità, organizzando incontri pubblici, dibattiti e percorsi formativi per riscoprire il valore del bene comune, del lavoro dignitoso, della sostenibilità e dell’agire etico, mettendo in rete persone, professionisti e associazioni che vogliono operare secondo valori di trasparenza, fraternità e centralità della dignità della persona.
UGCI (Unione Giuristi Cattolici Italiani): Associazione di magistrati, avvocati, docenti e studenti di giurisprudenza impegnata nel promuovere i principi dell’etica cristiana nel diritto, difendendo la dignità umana, la famiglia e i diritti dei più deboli.
Ascoltare i vari esponenti ha permesso a tutti di comprendere quanto sia straordinario l’impatto del loro operato: presenze vive che, nel silenzio di ogni giorno, tessono relazioni autentiche, custodiscono la speranza e testimoniano che la carità vissuta insieme è il motore più potente di trasformazione sociale.
La giornata si è conclusa con i lavori di gruppo e la compilazione di un apposito questionario di riflessione. Quest’ultimo è stato pensato in forma rigorosamente anonima, non per raccogliere dati o sigle, ma per fare emergere ed esaltare le idee, le intuizioni e le proposte soggettive di ogni singolo volontario presente.
Questo momento di confronto operativo ha confermato una verità straordinaria: insieme si può fare davvero la differenza! Quando le diverse realtà uniscono le forze, superando ogni isolamento e mettendo in comune passioni e competenze, si sperimenta una forza dirompente. La condivisione nei gruppi e l’ascolto reciproco hanno ridato la gioia nei cuori dei partecipanti, lasciando un messaggio chiaro e rinvigorente: siamo sulla strada giusta, continuiamo ad andare avanti con coraggio e speranza!

