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La filiera del legno tra risorsa, tutela e comunità: l’incontro di Costacciaro

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Il 18 settembre 2026 si è svolto alla Sala San Marco di Costacciaro il secondo incontro del progetto, finanziato dalla Regione Umbria, per la riattivazione della filiera del legno nei comuni di Scheggia e Costacciaro. L’incontro è stato moderato da Cinzia Tini, direttrice di TRG che ha introdotto il convegno, segnalando l’importanza della iniziativa.

Il progetto affonda le sue radici nella visione profonda di un’ecologia antropica, sociale e solidale: la natura non è un santuario da contemplare a distanza, ma un organismo vivo che raggiunge il suo compimento più armonico proprio attraverso la presenza vigile dell’uomo e la nobiltà del suo lavoro.

Oggi più che mai, l’abbandono delle aree interne si rivela per ciò che è realmente: il vero e primario responsabile del degrado forestale, dell’incuria e del drammatico dissesto idrogeologico che ferisce la nostra terra. Un bosco vissuto, pulito e curato quotidianamente dalle sue comunità — regolato dalla sapienza storica dei diradamenti, dalla costante manutenzione dei sentieri e da un’attenta gestione delle acque — non è soltanto un paesaggio ritrovato: è la prima, più potente e insostituibile opera di Protezione Civile, lo scudo naturale più efficace contro la piaga devastante degli incendi estivi.

In quest’ottica, il bosco torna a manifestarsi per ciò che è sempre stato per l’Appennino: non un peso o un vincolo, ma una risorsa viva e generosa, il cui uso etico e sostenibile rappresenta una straordinaria occasione di lavoro, rinascita economica e autentico benessere collettivo.

Ha aperto i lavori il Sindaco di Costacciaro, Andrea Capponi, che ha sottolineato il valore della proposta di costituire una cooperativa di comunità, scommettendo sulle persone del territorio per il suo mantenimento.

Il Sindaco di Scheggia, Fabio Vergari, ha ribadito la validità del progetto e la volontà di costituire una cooperativa di comunità, struttura innovativa per la gestione di una molteplicità di servizi.

Il Presidente di Confcooperative Umbria, Carlo Di Somma, ha illustrato l’importanza di legare l’economia al territorio, partendo dall’analisi etimologica del termine. Economia nasce dal greco oikia, casa, e nomos, legge. L’economia è dunque, in primo luogo, la capacità di gestire il proprio territorio.

Il presidente di Eticamente, Vincenzo Silvestrelli, ha ricordato come l’uomo appenninico si è caratterizzato nei secoli per un uso sapiente delle risorse del territorio e quindi per la capacità di essere autosufficiente. Questa caratteristica deve essere riscoperta in un momento in cui la gestione di rapina dell’economia proposta dal sistema liberista occidentalista sta distruggendo la nostra economia.

Ottavio Oriano Anastasi, amministratore unico di AFOR, Agenzia forestale regionale, ha assicurato l’appoggio della agenzia al progetto. Il bosco abbandonato è fragile e provoca problemi. Le risorse per la gestione vanno cercate anche attraverso la progettazione europea per non sottrarre risorse ai comuni. Anche l’uso dell’idrogeno può venire da progetti sul legno.

Il dott. Antonio Brunori, segretario PEFC per l’Italia ha fatto presente che nel mondo, dopo la droga, la illegalità si annida nel taglio illecito dei boschi. La PEFC è un’associazione nata anche per contrastare questo fenomeno. Ha sottolineato come in Italia l’80% per cento del legname sia importato dall’estero, probabilmente, favorendo fenomeni di illegalità nei luoghi di produzione. Il relatore ha poi presentato i casi di utilizzo virtuoso dei boschi, sia per il legname che per prodotti diversi come funghi , carbonella, frutti di boschi oltre alla possibilità di sviluppo del turismo.
Dott.Brunori Antonio Segretario Generale di PEFC Italia Costacciaro_filiere18_Sett26

Il prof. Aldo Ranfa, già docente di botanica applicata all’Università di Perugia, ha arricchito il dibattito illustrando l’immenso valore scientifico, storico e nutrizionale delle piante del sottobosco e delle erbe spontanee, un patrimonio oggi sempre più sconosciuto alla generalità della popolazione. Nel suo excursus sulla nascita della botanica, ha ricordato la secolare tradizione monastica appenninica, dove i monaci e la figura dell’infirmarius curavano gli “Orti dei Semplici” per preparare medicamenti essenziali alla comunità. Una lezione di straordinaria attualità, visto che la maggior parte dei principi attivi della medicina moderna deriva proprio dal metabolismo secondario delle piante. Si è poi soffermato sul valore della fitoalimurgia (l’uso alimentare delle specie spontanee come Tarassaco, Malva, Borragine e Crescione), evidenziando come queste piante selvatiche posseggano una capacità antiossidante (valore ORAC) e un apporto nutrizionale nettamente superiori rispetto alle verdure coltivate della grande distribuzione, la cui omologazione sta appiattendo i nostri sapori. Riscoprire il foraging e l’uso in cucina delle erbe del territorio rappresenta un’occasione di salute e di riappropriazione delle nostre radici, a patto di promuovere un’adeguata formazione ed educazione al riconoscimento guidato, indispensabile per evitare i rischi legati a specie tossiche o velenose. Prof.Aldo Ranfa Presentazione Costacciaro 18_9_26

Il Prof. Euro Puletti, Assessore alla Cultura dell’Università degli Uomini Originari di Costacciaro, ha presentato una ricerca storica accurata su alcuni aspetti relativi alla gestione dei boschi di proprietà dell’Università, aspetti che, precisamente regolamentati nello Statuto del 1852, ponevano, in particolare, grande attenzione ad evitare la commercializzazione del legname, con la conseguente possibile utilizzazione massiva e distruttiva del bosco ed a scongiurare il taglio e l’incendio, nello stesso bosco, degli alberi più grandi, specie in alcune zone sommitali della montagna molto ripide e, dunque, maggiormente soggette all’erosione ed al depauperamento delle sorgenti d’alta quota. L’uso era consentito ai soli Condomini in un modo che permettesse di mantenere il bene anche per le future generazioni e di destinare parte delle rendite dello stesso anche ad uso della popolazione povera di Costacciaro. Fino al 1970, l’Università aveva, altresì, l’abitudine d’individuare un custode per i boschi, i pascoli, le fienagioni e le coltivazioni, onde evitare ogni uso improprio. Anche un volontario garibaldino, Alessio Vergari, esercitò questa funzione, dopo la delusione che, lui, convinto repubblicano, provò per il riconoscimento della dinastia sabauda da parte di Garibaldi.
Prof.Euro PulettiLa-gestione-del-bosco-nella-pratica-degli-Uomini-originari-di-Costacciaro 18 09 26

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