Economia francescana, ovvero come i francescani fondarono banche

da | 30 Apr, 24 | Storia, Eventi, Seminari

Il dono del mantello

Il prossimo 9 maggio 2024 alle ore 17,00 presso la sala incontri di Santa Maria della pietà ad Umbertide, si concluderà il ciclo di conferenze sulla storia della presenza francescana nella città.

Si approfondirà il tema della “economia” francescana, cioè del ruolo del movimento francescano nel ridefinire l’etica economica in un periodo di grandi mutamenti come quello del XIII e XIV secolo. Relatore sarà Padre Marco Asselle, ofm, docente e autore, fra gli altri, del libro”Sorella economia. Da Francesco di Assisi a papa Francesco: un’altra economia è possibile?” e docente all’Istituto teologico di Assisi.

L’importanza dei francescani nella formazione di una visione economica, sembra paradossale per la scelta dell’ordine di rinunciare completamente alla proprietà, sia personale che collettiva. E’ molto noto il “privilegium paupertatis” chiesto a Papa Gregorio IX da santa Chiara di Assisi, per permettere che il monastero delle clarisse di San Damiano potesse vivere solo di elemosine.

Eppure l’importanza del pensiero francescano fu notevole e ha affrontato questioni, come quelle la rapporto fra economia reale e finanza, che sono tornate molto attuali oggi.

Come afferma il prof. Bezzicchi “A Bonaventura, all’Olivi, a Duns Scoto, Alessandro di Alessandria, Astesano di Asti, Occam, Bernardino da Siena e a tantissimi altri pensatori francescani va il merito di aver formulato il principio secondo cui la sfera socio-economica, quella governativa (della civitas) e quella evangelica (della relazionalità, della reciprocità e della fraternitas) sono tre gradi differenti, ma integrabili, di un’organizzazione della realtà sociale.”

Il ruolo di Pietro di Giovanni Olivi, francescano provenzale vicino alla teologia di Gioacchino da Fiore, fu importante per definire in ambito cattolico la liceità del prestito ad interesse, qualora il capitale fosse remunerato perché legato ad una attività reale.

L’abbandono della avidità della proprietà che costituiva la regola della vita francescana, non voleva dire però la disattenzione per le necessità delle persone e delle comunità Da qui la nascita dei Monti di Pietà che non si caratterizzavano per una azione di mera carità, ma per l’applicazione di un principio economico che ne assicurava al contempo la permanenza nel tempo e la funzione sociale contrastando la piaga dell’usura.

Il ciclo di incontri è stato organizzato da Unitre di Umbertide con l’associazione Eticamente ed il patrocinio del Comune.

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Autore

Vincenzo Silvestrelli

Vincenzo Silvestrelli

Presidente di Eticamente. Ha lavorato presso ELIS e presso Banca dell'Umbria