Il 6 novembre 2026 l’amministratore unico di AFOR, Ottavio Anastasi, a cui avevo chiesto un incontro in sede, mi ha invitato alla conclusione di un corso di primo livello per operatori forestali, tecnicamente EQF1 (European Qualification Framework), gratuito e della durata di 72 ore. Lo ringrazio perché è stata l’occasione per vedere «sul terreno» le attività dell’agenzia e capire la visione strategica che essa ha per migliorare la gestione del patrimonio forestale di una regione come l’Umbria che vanta una vastissima boscosità , attualmente poco utilizzata e poco mantenuta.
Il corso, riservato a 20 persone, ha avuto maggiori richieste rispetto ai posti disponibili e si è svolto sul Monte Subasio, nei pressi di Collepino.
Alla conclusione erano presenti i partecipanti, che avrebbero dovuto superare l’esame teorico-pratico, l’amministratore dell’AFOR, Ottavio Anastasi, di Umbria Flor, Paolo Frattini, e dell’Arpal, Paolo Sereni.
La presenza «sul terreno» dei responsabili degli enti promotori dimostra l’importanza attribuita all’iniziativa, che sarà seguita da un corso EQF2 di 80 ore, che partirà a gennaio 2027.
Come raccontato anche nel servizio video dedicato all’evento, il percorso formativo unisce teoria e pratica intensiva sul campo — quasi interamente svolta nei boschi con gli attrezzi del mestiere —, spaziando dal riconoscimento delle piante alle tecniche di taglio controllato, dalla realizzazione di fasce parafuoco alla regimentazione delle acque per garantire la salute e l’efficacia della foresta.
🎥 Guarda il servizio del TGR sull’iniziativa: Il reportage giornalistico sul corso per operatori forestali organizzato da AFOR e Umbria Flor sul Monte Subasio: https://youtu.be/aRj_PruqryE
La conclusione della formazione è stata un piccolo spaccato dell’Italia che funziona, cioè di un insieme di enti che sanno mettere insieme competenze e risorse per dare una risposta, in primo luogo culturale, alla sentita esigenza della cura del territorio e della utilizzazione dei boschi.
La necessità di dare maggiori competenze professionali al personale che lavora nei boschi è un elemento essenziale per favorire il loro uso sostenibile e anche la permanenza di giovani nelle aree appenniniche dell’Umbria. Aspetto particolarmente incoraggiante emerso sul campo è la presenza di giovanissimi allievi, spesso smentendo i cliché digitali dei nostri tempi e dimostrando una forte attrattiva verso il lavoro e la vita a contatto con la natura.
La gestione delle risorse del bosco è un elemento strategico per la creazione di lavoro nelle aree definite, erroneamente, marginali. Il direttore del corso, Domenico Befani di AFOR, ha illustrato la sua modalità di attuazione che unisce la parte pratica e quella teorica e che sarà seguita anche nei prossimi moduli.
Il corso in Umbria è stato preceduto dalla formazione degli istruttori ai corsi nazionali di settore per garantirne la qualità . I corsi sono rivolti sia ai dipendenti pubblici che agli operatori privati. Il successo di questa prima iniziativa dell’AFOR fa bene sperare.
Attualmente, nonostante le risorse a disposizione, l’Italia è uno dei paesi che importa dall’estero più legname. Va anche sottolineato che l’uso del legno per riscaldamento è meno costoso e più rinnovabile rispetto all’uso di altre fonti che, d’altronde, non consentono il mantenimento di valore e lavoro nel territorio.
Vincenzo Silvestrelli



