Convegno: «La sanità nelle aree interne dell’Umbria»: Costacciaro, 6 dicembre 2025, Riepilogo

da | 10 Dic, 25 | Convegni, Eventi, Il Welfare, Incontri

Si è svolto a Costacciaro un convegno-seminario sul tema della sanità nelle aree interne dell’Umbria,organizzato dalla CISL Umbria, dal centro di bioetica Fileremo e dalla Università degli uomini originari di Costacciaro con l’obiettivo di riflettere sulla sanità, partendo dalla esperienza delle aree interne. Dopo i saluti istituzionali dei sindaci di Costacciaro, Andrea Capponi, di Scheggia, Fabio Vergari, di Sigillo, Giampiero Fugnanesi e di Fossato di Vico, Lorenzo Polidori, del presidente del Fileremo Antonio Margiotta, è intervenuto Angelo Manzotti, segretario regionale della CISL. ha sottolineato l’importanza delle aree montane della Regione dove vivono 200,000 umbri. Il seminario è stato voluto dalla CISL Umbria per avere un necessario confronto in una fase di elaborazione del piano regionale sanitario, tutelando le popolazioni residenti nelle zone marginali. I problemi di desertificazione, per altro, non riguardano solo la sanità, ma anche le banche, il commercio. Il modello da attuare è quello della sanità territoriale, tenendo conto anche dell’indice di invecchiamento, particolarmente elevato in Umbria. Case di comunità, assistenza domiciliare e telemedicina, sono alcune delle risposte tecniche che si possono dare.

I saluti dei sindaci non sono stati formali. Tutti hanno parlato di situazioni concrete in ambito sanitario, che hanno fatto comprendere il loro ruolo di primi interlocutori nelle comunità, particolarmente in questo settore. Andrea Capponi ha segnalato la difficoltà di trovare medici per il territorio. Il sindaco di Fossato di Vico, Lorenzo Polidori ha evidenziato molti aspetti della sanità legati agli spostamenti e la necessità di adeguati finanziamenti. Giampiero Fugnanesi, ha sottolineato con forza la necessità di razionalizzare la rete ospedaliera in Umbria evitando duplicati con conseguente spreco di risorse. Fabio Vergari, ha affermato che la sanità territoriale va calata nei piani in maniera concreta e anche il seminario può aiutare a conseguire questo obiettivo.

Nell’avviare gli interventi il dott. Tullio Ostilio Moschini, della CISL medici Umbria, ha proposto di avviare un tavolo di lavoro sui temi evidenziati dai sindaci.

La prima parte del semiinario ha voluto offrire una riflessione sulla medicina come scienza dell’uomo a partire dal giuramento di Ippocrate. Il tema è stato svolto dal prof. Giovanni Stelli, filosofo, del Centro di Bioetica Fileremo che ha trattato il tema della modernità e delle sue contraddizioni in ambito medico. «Siamo di fronte all’esito paradossale di alcune tendenze della Modernità che sono diventate via via prevalenti. L’iniziale orgogliosa rivendicazione della centralità dell’uomo si è trasformata in una marginalizzazione senza precedenti dell’uomo e della sua dignità. L’uomo non è più al centro, bensì ai margini, è materiale da scartare come tutti materiali quando diventano obsoleti, nel nostro caso quando diventa malato e vecchio. Come sostiene l’ideologia ecologista, l’uomo è in realtà il “cancro del pianeta”. e può essere eliminato senza problemi. L’autodeterminazione assoluta dell’uomo, inizialmente segno della sua unicità e dignità, si è capovolta nella etero-determinazione assoluta: pretesi esperti, medici e giudici, pretendono di decidere al posto del soggetto, la cui consapevolezza è sottoposta alla loro insindacabile valutazione .Più in generale l’uomo contemporaneo sembra assomigliare sempre più a un uomo senza qualità (Musil), a un uomo-senza: senza natura biologica (fluido), senza gli altri ossia senza famiglia e senza figli, senza futuro (denatalità), senza tempo e senza storia (cancel culture). Ha cercato se stesso ed è rimasto solo in una prospettiva di morte, di cui i crescenti suicidi dei giovani costituiscono una documentazione impressionante. Reagire a questa dissoluzione significa riproporre con forza razionale la prospettiva dell’antropologia classica e cristiana, una prospettiva che parte dal primato dell’essere e dal primato del Logos, della ragione, sulla volontà soggettiva arbitraria. L’uomo non è ciò che vuole diventare, ma ha una essenza che deve liberamente voler realizzare. Questo è il suo fine e nella realizzazione di questo fine consiste anche la sua felicità.».

Il prof.Euro Puletti, Assessore alla cultura della Università degli uomini originari di Costacciaro, ha illustrato il welfare di comunità a Costacciaro, ispirato al motto latino “Non suo commodo, sed publicae utilitati servire” (“Pubblica utilità devi cercare, non mai il vantaggio tuo particolare”), che ha caratterizzato da sempre la Università. Il welfare è stato introdotto, in modo pionieristico, dall’Università degli Uomini Originari già nel Medioevo, precedendo l’introduzione nel Comune e nell’Italia unita, offrendo assistenza ai pellegrini, ai viandanti e agli abitanti del castello, in particolare nell’ospedale di San Nicola, che aveva due sedi all’interno delle mura. Una spesa fissa era il pagamento dell’onorario del Medico e Chirurgo condotti (“dottori fisici” o “fisici condotti”). Oltre all’onorario, i medici ricevevano gratuitamente legna da ardere. In cambio di questo privilegio, i medici avevano l’obbligo di curare gratuitamente tutti gli abitanti poveri.

La Dottoressa Paola Tomassoli, ha portato il saluto della direzione Usl e ha affermato che non tutte le malattie sono guaribili, ma tutte le persone sono curabili. In questa ottica il distretto eugubino ha avviato un sistema di Hospis e cure palliative che si è dimostrato, nel corso degli anni una eccellenza nazionale.

La Direttrice del Distretto Alto Chiascio, nel suo intervento ha evidenziato con cognizione di causa, i seguenti punti relativi alla sanità nell’appennino:

  1. Problemi di accessibilità e dispersione geografica dei servizi medici.

  2. Carenza di personale, medici e infermieri nelle aree marginali..

  3. Sostenibilità economica: mantenere presidi sanitari efficienti in zone a bassa densità abitativa rappresenta una sfida in termini di costi e appropriatezza dei servizi.

  4. Popolazione invecchiata: la prevalenza di residenti anziani richiede servizi di assistenza socio-sanitaria specifici e continuativi.

  5. Infrastrutture inadeguate : in alcune zone le infrastrutture fisiche e digitali non sono ancora ottimali per supportare servizi sanitari avanzati

Per il futuro le soluzioni in corso di applicazione sono:

  1. Medicina territoriale e di prossimità : il potenziamento delle reti di prossimità come le Case della Comunità e gli Ospedali della Comunità è l’obbiettivo principale per avvicinare i servizi ai cittadini

  2. Telemedicina e digitalizzazione: l’adozione di tecnologie digitali e di telemedicina sono considerate cruciali per superare le barriere geografiche facilitando l’accesso ai consulti medici, monitoraggio da remoto e gestione dei dati sanitari.

  3. Integrazione socio sanitaria: l’obbiettivo è creare un sistema integrato che coinvolga enti pubblici, aziende sanitarie e volontariato per fornire risposte concrete e coordinate ai bisogni di salute locali.

  4. Strategie locali mirate: progetto aree interne.

  5. Ruolo delle farmacie rurali: le farmacie locali sono riconosciute come presidi essenziali nella sanità territoriale con misure specifiche per sostenerle e riconoscerne il ruolo sociale.

  6. ) Attrattività del territorio: nuove leggi e incentivi mirano a contrastare lo spopolamento, ad esempio agevolando il lavoro agile, l’acquisto di abitazioni, nella speranza che la maggiore popolazione porti a una maggiore sostenibilità dei servizi, inclusi quelli sanitari.

La tavola rotonda verteva sul tema “ Favorire le relazioni e migliorare i servizi in sanità” ed è stata moderata dal dott. Stefano Mosca, organizzatore del convegno e dalla Dottoressa Loredana Minelli, del Distretto Alto Chiascio, che ha parlato della sanità territoriale e delle specifiche difficoltà nella zona.

Sono intervenuti il medico di medicina generale Stefano Ambrogi, che ha parlato, in particolare, delle difficoltà connesse allo spopolamento e della necessità di garantire la sostenibilità della professione ai giovani medici.

Il Dott. Bruno Lepri, fisiatra, ha esaltato la relazione fra medico e malato come elemento fondamentale della cura. La dottoressa Cinzia Venturi ha parlato della necessità di evitare “la catena di montaggio” nella cura dei malati, trasformando la cura in procedura. Questo tema è stato anche ripreso dal bioeticista, dott. Fabio Ermili del Fileremo.

Il dott. Stefano Lucentini, pediatra, ha parlato dello spopolamento e delle case di comunità come risposta anche all’affollamento dei Pronto Soccorso.

Il seminario ha visto una partecipazione di pubblico locale e di dirigenti sindacali e si è concluso con assaggio di specialità locali e con la visita dei mercatini di Natale inaugurati a Costacciaro nella stessa data.

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Autore

Vincenzo Silvestrelli

Vincenzo Silvestrelli

Presidente di Eticamente. Ha lavorato presso ELIS e presso Banca dell'Umbria