La filiera del legno e la produzione comunitaria di energia: il punto sul futuro dell’Appennino – 25 settembre 2026

da | 28 Set, 26 | Convegni, economia, Eventi, Incontri

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Si è tenuto lo scorso 25 settembre 2026 presso il Teatro Comunale di Scheggia, l’incontro pubblico dedicato al progetto di riattivazione della filiera del legno nei Comuni di Scheggia e Pascelupo e Costacciaro, un’iniziativa finanziata dalla Regione Umbria e dal Fondo Foreste Italiane e promossa dall’Associazione Eticamente, dal Consorzio La Faggeta, dall’Università degli Uomini Originari di Costacciaro, dalla Cooperativa Tramontana e da Confcooperative Umbria.

L’evento ha visto l’alternarsi di saluti istituzionali e interventi tecnici di altissimo livello, moderati da Veroniquè Anegeletti, direttrice del periodico «Monte Cucco per tutti»Veroniquè Anegeletti La filiera del legno 2. La sessione è entrata nel vivo con i contributi del sindaco Fabio Vergari (Scheggia e Pascelupo) , affiancati da Lorenzo Mariani (Amministratore di Power Energia) e Vincenzo Silvestrelli (Presidente dell’Associazione Eticamente). Al centro del dibattito vi è stata una riflessione profonda sul valore strategico del patrimonio boschivo locale: il cluster formato da Scheggia e Pascelupo, Gubbio e Costacciaro costituisce infatti una vera e propria anomalia positiva di capitale naturale, vantando un indice di boscosità ponderato del 51,6% (il che significa che più di un ettaro su due è foresta, ben al di sopra della media umbra del 43,9%).

Questa straordinaria densità e continuità ecologica non rappresenta soltanto un pregio paesaggistico, ma una risorsa economica e sociale da rimettere in circolo. L’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere l’eredità e la storica lezione della tradizione camaldolese — capace di coniugare spiritualità, cura e gestione della terra, lavoro manuale e autosufficienza — rileggendola oggi alla luce dell’economia circolare e della sovranità energetica territoriale.

Dal bosco all’energia: gli interventi tecnici

La serata è entrata nel vivo con gli interventi degli esperti, che hanno affrontato il tema della transizione energetica da diverse prospettive complementari.
In apertura della sessione tecnica, il
Prof. Franco Cotana (Amministratore Delegato di RSE S.p.A.), impossibilitato a intervenire in presenza, ha esordito ringraziando calorosamente Vincenzo Silvestrelli e portando il suo contributo tramite un video registrato (disponibile qui su YouTube), offrendo una straordinaria e rigorosa visione di sistema sul ruolo delle biomasse legnose. L’intervento ha posto l’accento sulla necessità di un delicato equilibrio strategico: da un lato la straordinaria opportunità di valorizzare gli scarti della pulizia dei boschi e del sottobosco per produrre energia pulita, contrastare lo spopolamento e prevenire efficacemente il rischio idrogeologico e gli incendi; dall’altro l’imprescindibile rigore scientifico nella gestione della risorsa. Secondo RSE, infatti, lo sviluppo della filiera forestale deve poggiare su criteri di sostenibilità rigorosi, capaci di tutelare gli ecosistemi naturali e di rispettare severamente gli standard sulle emissioni e sulla qualità dell’aria nelle aree interne.

Di grande impatto è stato poi l’intervento dell’Ing. Pier Federico Baldinucci (Responsabile Progetti Speciali di Colacem), che ha condiviso le politiche di efficienza applicate in ambito industriale, ricordando come “il risparmio energetico sia la migliore energia alternativa”. Analizzando i dati di un grande impianto produttivo — caratterizzato da consumi termici ed elettrici elevati (~125 kWh/ton di cemento e circa 125.000 MWh annui) — l’ingegnere ha illustrato le soluzioni innovative messe in campo: dalla partnership con Enel X per l’installazione di un sistema WHRS (Waste Heat Recovery System) basato su ciclo ORC (Organic Rankine Cycle), in grado di recuperare il calore di scarto del clinker per produrre 2-3 MW elettrici e tagliare circa 6.000 tonnellate di $\text{CO}_2$ all’anno, fino all’implementazione di parchi fotovoltaici aziendali e all’uso dell’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi. Sull’eventuale impiego del cippato in sostituzione dei combustibili tradizionali, Baldinucci ha evidenziato come i volumi necessari (circa 34 tonnellate all’ora per coprire l’intero fabbisogno) rendano complesso il reperimento esclusivamente locale, ribadendo l’importanza di dimensionare correttamente le filiere.
Presentaz Baldinucci

Le opportunità legate alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono state invece al centro dell’intervento di Michele Orlando (Account Manager di Power Energia). Alla luce del quadro normativo vigente (Decreto CACER e TIAD), è stato spiegato come cittadini, imprese, enti religiosi, del Terzo settore e amministrazioni locali possano unirsi per condividere l’energia prodotta da impianti locali inferiori a 1 MWp all’interno della stessa cabina primaria. Un modello che garantisce molteplici vantaggi: dal risparmio in bolletta grazie all’autoconsumo fisico e alla valorizzazione dell’energia immessa, fino alla tariffa incentivante ventennale sull’energia virtualmente condivisa, che per le regioni del Centro Italia come l’Umbria gode anche di un apposito correttivo economico (+4 €/MWh).
Michele Orlando 260925 Presentazione CER Scheggia

A chiudere la serie degli interventi è stato Diego Rossi (AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali), che ha approfondito le potenzialità della filiera corta del legno focalizzandosi sul contesto dell’Appennino centrale (puoi riascoltare il caso esemplare riportato nel discorso nel video su YouTube e consultare qui le slide ufficiali). Nel suo intervento ha anzitutto sgombrato il campo da falsi miti, ribadendo che in Italia e in Europa non esiste alcun fenomeno di disboscamento causato dalla selvicoltura, dal momento che la superficie boschiva è raddoppiata negli ultimi cinquant’anni e continua a crescere. Rossi ha poi evidenziato i benefici della cosiddetta neutralità carbonica del legno: a differenza delle fonti fossili, la combustione della biomassa legnosa emette carbonio “biogenico” inserito in un ciclo chiuso e naturale, ricordando che in soli dieci anni la quantità di carbonio organico stoccata nei boschi italiani è salita da 490 a 569 milioni di tonnellate. Una corretta e curata manutenzione dei boschi non solo previene il rischio idrogeologico e gli incendi, ma garantisce un’energia sicura, caratterizzata da prezzi contenuti e stabili nel tempo, fornendo al contempo il cippato di qualità necessario per alimentare piccoli impianti di riscaldamento consortili o reti di teleriscaldamento a forte stimolo per l’economia del territorio. .

L’incontro del 25 settembre ha confermato la vitalità e la maturità del percorso intrapreso a Scheggia e Pascelupo e a Costacciaro. Unire la ricchezza forestale e la tradizione locale alle opportunità offerte dalle Comunità Energetiche e dall’innovazione tecnologica significa tracciare una rotta chiara: trasformare il bosco da semplice e statico paesaggio a un motore vivo di capitale produttivo, sostenibile e comunitario. Il lavoro sul territorio proseguirà ora con la definizione operativa delle configurazioni energetiche, consolidando la filiera bosco-energia come pilastro per il rilancio e il futuro delle aree interne.

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Roberta Antonini

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