La figura di Francesco Satolli, marscianese, nel pontificato di Leone XIII

da | 23 Mar, 26 | Eventi, Convegni

«Marsciano e l’opera di Francesco Satolli nel pontificato di Leone XIII» è stato il titolo della conferenza che si è svolta alla Sala Capitini di Marsciano alla presenza di un folto e qualificato pubblico per ricordare ed illustrare l’opera del cardinale Francesco Satolli (1839-1910), marscianese, sepolto presso la Chiesa di San Giovanni a Marsciano. L’incontro si è svolto il 20 marzo 2026 a partire dalle ore 17,00.

Hanno portato il saluto all’inizio dei lavori il responsabile della Pastorale del lavoro dell’Arcidiocesi di Perugia, Carlo Cerati, che ha ricordato il valore del magistero sociale di Leone XIII, il Sindaco del comune, Michele Moretti che ha segnalato il ruolo di Satolli nelle costruzione dell’asilo, dell’ospedale e della chiesa di Marsciano, Michele Capoccia, assessore alla cultura che ha ricordato il valore del museo del laterizio collegato alla architettura leonina, Don Marco Pezzanera, parroco di Marsciano, che ha ricordato la grande dimensione spirituale di Satolli.

L’avvocato Pietro Cappannini, curatore del libro «Il cardinale Francesco Satolli. La sua terra, le sue opere», ha evidenziato come il caso di Satolli dimostri che la Chiesa sa scegliere i suoi uomini migliori da ogni luogo, portandoli a ruoli di grande importanza. Satolli fu il primo delegato apostolico negli USA, grazie alla stima del cardinale Pecci che da arcivescovo di Perugia seguì la sua formazione e, dopo varie vicissitudini, da parroco di Marsciano gli assegnò da Papa importanti incarichi. Nel 1881 fu consultore della congregazione dell’Indice. Tra il 1880 e il 1882 divenne professore di teologia dogmatica presso il collegio urbano di Propaganda Fide e poi professore presso il Collegio romano dal 1882 al 1884. Tra il 1884 e il 1888 pubblicò in cinque volumi un commentario all’opera di san Tommaso dal titolo In Summam theologicam divi Thomae Aquinatis (Roma 1884-1888) cui seguirono altre opere di carattere giuridico (Prima principia iuris publici ecclesiastici de concordatis, Roma 1888). Tramite le sue opere fu uno degli artefici della rinascita del tomismo e della scolastica in Italia, coerentemente con l’indirizzo indicato da Leone XIII nell’enciclica Aeterni Patris del 4 agosto 1879. Eletto rettore del Collegio greco-ruteno, dal 1886 al 1891 fu rettore dell’Accademia dei nobili ecclesiastici, dove tenne lezioni di diritto pubblico ecclesiastico, e nel giugno del 1888 fu nominato arcivescovo titolare di Lepanto.

Fu il primo delegato apostolico negli USA e creato cardinale nel 1895.

Il professore Paolo Belardi, ordinario di “Composizione architettonica e urbana” all’Università di Perugia, ha rappresentato il valore artistico del particolarissimo stile eclettico che caratterizza le chiese leonine, correlandole dal punto di vista stilistico ai teatri civici e ad altri edifici pubblici realizzati in Umbria nello stesso periodo da architetti e decoratori che, non a caso, erano tutti docenti delle Scuole di Architettura e Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Perugia: Giovanni Santini, Guglielmo Calderini, Giovanni Caproni, Nazareno Biscarini ecc.

La professoressa Valeria Menchetelli, marscianese e associato di “Disegno” all’Università di Perugia, ha illustrato le caratteristiche delle chiese leonine, così definite per via di un elenco di 54 edifici indicato nelle carte dell’arcivescovo Pecci, che seguì la loro costruzione anche una volta diventato Papa. In realtà gli edifici costruiti e restaurati furono molti di più. Nel caso della Chiesa di San Giovanni a Marsciano il Satolli dovette superare con decisione le difficoltà frapposte dalla famiglia Bulgarelli che aveva il patronato sulla Chiesa e che alla fine vi rinunciò. Ricordando il ruolo fondamentale svolto dalla «Premiata Fabbrica di Terrecotte Artistiche e Decorative Angeletti e Biscarini» di Perugia, ha esemplificato le caratteristiche stilistiche e tipologiche delle chiese leonine, presentando numerosi elaborati grafici di rilievo dedicati.

Ha concluso i lavori il prof. Giovanni Stelli, che ha trattato il tema «La lettera Testem benevolentiae al cardinale Giacomo Gibbons e la questione dell’americanismo».

La lettera è posteriore di otto anni alla Rerum Novarum (1891), in cui, in rapporto ai problemi posti dalla “questione operaia”, si era tenuto conto, sia pure implicitamente, dell’azione sociale che significativi gruppi di cattolici stavano promuovendo da alcuni anni soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra. Negli Stati Uniti alla testa dell’associazione operaia «Knights of Labour», che contava oltre 750.000 aderenti, c’era il cattolico Terence V. Powderley (1849-1924), sostenuto proprio dal cardinale James Gibbons . In Inghilterra il cardinale Henry Edward Manning (1808-1892) aveva appoggiato, “tra la meraviglia e lo sconcerto di troppi pusilli”, il grande sciopero operaio scoppiato a Londra il 13 agosto 1889. Qualcuno dall’altra sponda, tra i vecchi conservatori, dice allora: «Quanto V. E. sta facendo è del puro socialismo ». Manning gli risponde: «che per voi sia del socialismo non m’interessa, per me questo è puro cristianesimo ». Leone XIII manda le felicitazioni al Cardinale! Fra due anni uscirà la grande Enciclica, che è l’apologia cattolica del lavoro. In questo contesto si pone la questione dell’americanismo. L’attenzione di Leone XIII fu rivolta invece all’Americanismo, che si configurava, al di là delle intenzioni soggettive dei suoi sostenitori, come una anticipazione del modernismo.

Il professor Stelli ha segnalato come nel 19 marzo 1902 con la lettera apostolica «Annum Ingressi ovvero Vigesimo Quinto Anno sugli errori dell’età presente», Leone XIII diagnostica, per così dire, i mali dell’età presente e traccia, insieme, una sorta di bilancio del suo lungo pontificato, configurandosi, per usare le sue stesse parole, “quasi testamento che, poco discosti come siamo dalle porte dell’eternità, vogliamo consegnare alle genti con desiderio e con augurio di comune salute”.

Molti di quegli avvisi rimangono attuali. Oggi il caso Epstein ha evidenziato come fra le élites dominanti vi sia chi afferma che «la pretesa uguaglianza fra tutti gli uomini è una idea cattolica da sradicare».

Il convegno è finito con l’auspicio di approfondire ulteriormente l’opera del cardinal Satolli, vero costruttore della comunità marscianese, nel quadro del periodo di Leone XIII.

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Autore

Vincenzo Silvestrelli

Vincenzo Silvestrelli

Presidente di Eticamente. Ha lavorato presso ELIS e presso Banca dell'Umbria