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da | 28 Apr, 23 | Comunicati stampa

Le farmacie benedettine e la tradizione di Montecorona

Nell’ambito delle iniziative assunte per promuovere, attraverso l’approfondimento della conoscenza dei luoghi, il cammino di San Romualdo, in via di inserimento fra i cammini italiani, è stato organizzato ad Umbertide un convegno sul tema delle spezierie benedettine con particolare riguardo alla tradizione camaldolese.

Il convegno è stato organizzato dalla Associazione Eticamente, da Comune di Umbertide, dalla Università della terza età con il sostegno della Fondazione Perugia e ha avuto una numerosa partecipazione di pubblico ed il saluto del sindaco di Umbertide Luca Carizia.

Uno dei relatori, Dom Claudio Ubaldo Cortoni, archivista di Camaldoli, ha presentato documenti inediti dell’archivio che hanno permesso di tratteggiare il periodo più florido della Spezieria di Monte Corona, famosa nel circondario ma anche in tutta Italia per la qualità dei servizi prestati agli ammalati sia mettendo a disposizione, spesso gratuitamente, i farmaci sia ospitando i malati nelle case dei contadini che facevano capo alle proprietà della congregazione.

Nell’Archivio Storico di Camaldoli, precisamente nel Fondo di San Michele di Murano, sono conservate numerose carte che aiutano a ricostruire le vicende della Spezieria di Monte Corona nel sec. XVIII, frutto degli scontri tra lo Speziale, Fra Mariangelo, e il gruppo degli Zelanti, che voleva, alla vigilia del capitolo del 1765, la chiusura al pubblico della Spezieria. La tradizione medica ed erboristica tra i Coronesi vantava, al momento della controversia, più di un secolo di storia.

La Spezieria veniva accusata, oltre che di rendere difficile la conservazione della clausura eremitica, di richiedere un eccessivo impegno economico. Il gestore rispose presentando un conto dettagliato delle spese effettuate che riguardavano sia l’assistenza agli ammalati, sia il miglioramento delle chiese e della stessa spezieria. SI trattava di somme che erano dunque destinate al territorio in cui la spezieria operava.

Impressionante sono state le relazioni relative alla carestia che dal 1750 al 1760 interessarono le zone dell’Umbria e delle Marche, In quel periodo la Spezieria, attraverso la collaborazione con i cappuccini di Montone, arrivava ad assistere circo 400 persone ogni giorno fornendo, oltre che i medicinali, il cibo necessario alla sopravvivenza.

La controversia fu risolta permettendo alla spezieria di continuare la sua attività caritatevole sia vedendo quello che era stato fatto, sia ricordando che “ab immemorabile” anche a Camaldoli esisteva una spezieria con annesso ospedale. I monaci che assistevano gli ammalati furono anche esentati dall’obbligo del silenzio per permettere una maggiore vicinanza agli assistiti.

La conoscenza della storia pregressa ha fatto anche capire meglio perché, quando i Coronesi furono cacciati dal nuovo governo italiano, la popolazione difendesse i monaci e la farmacia che tanto bene aveva fatto. Purtroppo gli appelli non furono ascoltati e la farmacia fu definitivamente chiusa intorno al 1870. In questo periodo essa rimase in funzione per alcuni anni per l’opera di Fra Camillo, l’ultimo speziale monaco di Monte Corona che la tenne aperta e che morì nel 1867. Questa parte della vicenda della spezieria è stata raccontate grazie alle ricerche della prof. Gioia Rondini. All’incontro era presente anche uno dei gestori della azienda di Monte Corona che ancora conserva il locale della Spezieria. I libri rimasti sono attualmente in deposito presso la biblioteca pubblica di Umbertide.

La storia della spezieria ed il “restauro” completo del suo ricordo sono un compito ancora da compiere attraverso più puntuali ricerche. Il convegno ha iniziato questo percorso.

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Autore

Vincenzo Silvestrelli

Vincenzo Silvestrelli

Presidente di Eticamente. Ha lavorato presso ELIS e presso Banca dell'Umbria